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13/09/2018

Autotrasportatori, dopo il Morandi calo fatturato 15%. “Prossime settimane arriveremo al 30%”

 

Nei venti giorni seguenti il crollo del porto Morandi, in un periodo caratterizzato da un ridotto volume di traffico merci e di traffico cittadino, gli autotrasportatori hanno subito una diminuzione del 15% nella capacità produttiva e nel fatturato, con una crescita media di un’ora e mezza nei tempi di attesa da e per il porto di Genova e una riduzione del 15% nelle macchine impegnate.

“Nulla rispetto alla previsione per le prossime settimane – scrive in una nota stampa l’associazione di categoria Trasportounigo – con un traffico medio di 4000 mezzi sul nodo di Genova, la riduzione del fatturato sfonderà il 30%, con tempi medi in coda superiori alle tre ore e una riduzione di disponibilità di mezzi per effetto delle ore necessarie a effettuare ogni singolo servizio, che supererà il 35%”.

Di fronte a questo scenario, Trasportounito ha scelto di rompere gli indugi e di inviare al Governo una motivata proposta affinché diventi parte integrante del decreto che dovrebbe essere approvato venerdì.

Frutto dell’analisi di dettaglio condotta sulle conseguenze già verificate del crollo del Ponte Morandi e di una proiezione effettuata impresa per impresa, sia sul black out operativo creatosi nelle operazioni di carico-scarico fra i bacini portuali di Voltri e Sampierdarena, sia nei collegamenti fra il porto e i principali centri di origine, destinazione e distribuzione delle merci, Trasportounito si è prima confrontato con le istituzioni locali e con l’Autorità di Sistema Portuale per poi inviare il documento finale al governo.

“Non esistono purtroppo alternative o Piani B – sottolinea Giuseppe Tagnochetti – senza un intervento deciso dello Stato, non sarà possibile assicurare quella continuità operativa, che tutti auspichiamo, del porto di Genova e del sistema logistico del Nord Ovest”.



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